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martedì 13 dicembre 2011

Riassunto il gatto con gli stivali




C'era una volta un vecchio mungiaio che lasciò in eredità ai figli, un mulino, un asino e al più piccolo un gatto. Quest'ultimo era triste non sapendo che farsene del gatto ed essendo molto povero, ma il gatto gli disse, Fidati di me, portami un cappello, un paio di stivali e un sacco e farò di te un uomo ricco.
il giovane che tanto non aveva nulla da perdere, si procurò il necessario. Il gatto indossati stivali e cappello, andò nel bosco, catturò della selvaggina e la portò al re, dicendo che era un dono del suo padrone, il marchese di Carabas. Il gatto continuò a portare doni al re fincheè un giorno udì di una passeggiata del re con la figlia, così corse dal suo padrone e gli disse di spogliarsi e buttarsi nel lago, quando la carrozza del re passò di lì, il gatto iniziò a gridare dicendo che il marchese di carabas era stato derubato e aveva bisogno d'aiuto. Il re ricordandosi di tutti i doni ricevuti, fece fermare al carrozza per aiutare il marchese, nel frattempo il gatoo con gli stivali corse nel palazzo di un famoso orco, che si diceva fosse in grado di trasformasi in qualsiasi animale. Traendolo in inganno il gatto lo convinse a trasformarsi in topo e lo divorò, e così si impossessò delle sue ricchezze e dedonò al suo padrone che così sposò la figlia del re e divenne ricco.





martedì 7 dicembre 2010

Il Dodicesimo Angelo di Og Mandino


Il Dodicesimo Angelo di Og Mandino


RIASSUNTO


John Harding era un uomo di grande successo, nato e cresciuto in una piccola città del New Hampshire, Boland. Finiti gli studi John si era spostato per lavorare e fare carriera, fino ad ottenere la presidenza della Millennium, la terza produttrice di programmi di computer del mondo e decise insieme alla moglie Sally e al piccolo Rick di tornare a vivere a Boland data la poca distanza dal nuovo posto di lavoro.


L'intera cittadina fu onorata e felice del ritorno degli Harding tanto da organizzare una festa in loro onore, Sally entusiasta dell'evento spinse il marito e il figlio a partecipare all'evento, che diede grande soddisfazione e piacere a tutti i partecipanti.


La signora Harding, era una persona adorabile e molto socevole, nonostante si fossero trasferiti da poco, si stava già organizzando per completare il prima possibile l'arredamento della loro casa per poter organizzare un party con tutti i cittadini.


Non molti giorni dopo la festa in loro onore, proprio quando sembrava andasse tutto a meraviglia, un incidente automobilistico coinvolse l'auto in cui viaggiavano Sally e il figlioletto, persero la vita entrambi. Per molto tempo dopo i funerali la vita di John si svolse fra il letto e lo studio, dove nel cassetto della scrivania una calibro 45 continuava ad attirare la sua attenzione e voltantà, volontà di farla finita.


In uno dei momenti in cui chiuso nello studio, distrutto dal dolore, teneva in mano l'arma, si sentì chiamare dalla finestra, era un suo vecchio amico Bill West, dopo tantissimi anni di lontananza saputa la notizia, nonostante qualche problema di salute, che gli aveva impedito di partecipare ai festeggiamenti di benvenuto di Boland, si era precipitato da lui. Almeno per il momento John dovette abbandonare il suo progetto, non voleva di certo testimoni, per cui fece accomodare Bill e dopo un caldo abbraccio si sedettero e Bill cercò di capire come stava il suo amico, informandolo nel contempo, della preoccupazione dei vicini che non lo vedevano in giro dal giorno del funerale, gli chiese della Millennium e John dovette comunicargli di aver presentato le dimissioni pochi giorni dopo il funerale, non si sentiva più all'altezza del compito, non sentiva più motivazioni neanche per alzarsi la mattina, figurarsi per dirigere una delle più importanti società dello Stato. John disse anche che tali dimissioni non furono accettate, gli fu invece concesso un permesso di quattro mesi, a Bill comunque non disse che lui non aveva intenzione di tornare, aveva ben altri progetti.


Bill, forse resosi conto delle reali condizioni psicologiche dell'amico gli chiese un favore, portarlo a fare un giro, John cercò di rifiutare ma l'insistenza fu tale che non si sentì di non fare un favore ad un amico. Andarono.


Buona parte del viaggio trascorse in silenzio, mentre Bill guidava e si dirigeva allo stadio della Little League di Boland, dove avevano giocato da ragazzini e dove il cuore di John iniziava a battere energicamente di emozione solo all'avvicinarvisi, scesero dall'auto e entrarono per rivivere i ricordi dei tanti momenti belli trascorsi in quel luogo.


John dopo anni di assenza notava i pochi cambiamenti, che erano avvenuti e riaffondava nelle emozioni di un tempo. Ma il favore che gli chiedeva l'amico non era solo questo giro in macchina, Bill gli propose di partecipare come allenatore alla prossima stagione che iniziava tra poche settimane. Come poteva impegnarsi in un momento del genere, mentre la sua mente era impegnata a progettare la sua stessa fine. Bill insistette ancora una volta e lo saluto lasciandogli tempo per decidere.


L'indomani, John, fu svegliato dal ruggito del tagliaerba di Bobby Compton, che settimanalmente sistemava il giardino, si precipitò fuori, si salutarono e Bobby lo informò della preoccupazione della signora Rose Kelley, assunta dalla moglie per le pulizie e che da giorni provava a chiamare senza esito, fu così che il sig. Harding decise di richiamarla e il giorno stesso la signora Rose venne a riordinare la casa.


Il dolore era sempre immenso ma qualche piccola cosa sembrava stesse cambiando e quando Bill il giorno delle selezioni passò da casa di John, quest'ultimo si fece trovare davanti alla porta per andare, anche se pensieri contraddittori gli affollavano la testa. Allo stadio ritrovò vecchie conoscenze e ne fece altre, i ragazzini si allenavano e cercavano di farsi notare, a Bill e John fu affidata la squadra degli Angeli e fu stabilita la data in cui ogni squadra avrebbe scelto i giocatori.

lunedì 8 novembre 2010

La stella Acabar di Og Mandino (Riassunto)


La stella Acabar di Og Mandino

RIASSUNTO


Tulo era un bambino che viveva in un piccolo villaggio di nome Kalvala, all'estremo nord della Terra, era figlio di Pedar e Inga Mattis, la loro sussistenza, come quella della maggior parte dei loro vicini, era legata all'allevamento delle renne. Il branco dei Mattis era di quasi duecento esemplari e forniva latte, carne, vestiti e persino denaro. Nessuna parte della renna andava sprecata.

I ricordi più cari del piccolo Tulo erano di quando lui e il suo papà, nei giorni bui dell'inverno, quando il sole scompariva per due mesi circa, se ne stavano con la tenda in montagna a occuparsi delle renne, e poi si scaldavano vicino al fuoco. Tulo, quando trascorreva questi momenti con il padre ne approfittava per fare domande su tutto ciò che lo incuriosiva e che voleva conoscere del mondo, delle stelle, della vita.

Ben presto Pedar si rese conto che il figlio aveva una intelligenza particolare e d'accordo con la moglie, decisero di iniziarlo un anno prima a scuola, dato che il padre non era più in grado di dare risposte alle sue domande. Anche a scuola, la spiccata intelligenza del piccolo venne notata dal maestro, Arrol, che li andò a trovare per esprimergli il suo entusiasmo per il prodigioso Tulo e il suo disagio in quanto, oltre ad essere molto più avanti di tutti gli altri bambini, aveva anche letto tutti i libri della bibblioteca e ne chiedeva altri.

In seguito alla visita del maestro, il sig. Mattis decise di far ordinare tutti i libri che il maestro avrebbe ritenuto adatti e li avrebbe pagati di tasca sua, pur di coltivare il genio di Tulo. Nel frattempo la famiglia Mattis cresceva con l'arrivo di una sorellina Jaana.

Quando tornò la primavera la famiglia si spostò a Nord insieme alle renne. Per tutta l'estate Tulo lesse, studiò e scrisse. Quando, poi, non era impegnato fra i libri, il suo interesse erano gli aquiloni, già dalle prime settimane di scuola aveva studiato come si facevano e ne era rimasto affascinato, per cui adesso li costruiva, li faceva volteggiare finchè una corrente d'aria non li spingeva giù a schiantarsi.

All'arrivo dell'autunno veniva fatto un raduno, dove ognuno riconosceva le proprie renne e le prendeva al cappio come in un rodeo, per ben quattro anni, avevano sempre vissuto questo momento in modo felice e spensierato e della cattura si era occupato Pedar, ma un anno decise che era giunto il momento che anche il figlio partecipasse, Inga era molto preoccupata, perchè mentre tutti gli altri ragazzi tutte le estati si erano allenati per partecipare al raduno, Tulo aveva solo letto. Pedar non volle sentire ragioni e Tulo partecipò. Giunti quasi alla fine, Tulo insistette per fare lui una cattura, si trattava di una renna non molto facile da prendere e complice anche una piccola distrazione Tulo fu trascinato via con lei, il padre si gettò su di lui per aiutarlo e il ritorno a casa fu quantomai triste e luttuoso. Tulo riportò una grave ferita a una gamba mentre il padre perse la vita.

Il giovane passò molti mesi a letto impossibilitato a muoversi, ognuno che lo andava a trovare gli lasciava un regalo, i due più importanti furono un libro mastro di colore verde regalatogli dallo zio Varno come diario e la spinta morale giustà per riprendere a camminare del maestro Arrol.

Tulo riprese lentamente a camminare, e in primavera zoppicando si recò con la madre e la sorellina a nord, dove la madre aveva deciso di vendere oggetti artigianali ai turisti, voleva mantenere la promessa fatta insieme al marito di mandare Tulo all'università. Il lavoro fu talmente tanto che Inga si ammalò e morì. I due fratelli rimasero così soli.

Tulo per un pò abbandonò le sue letture e i suoi scritti e passava buona parte del tempo a pensare come potersela cavare lui e la sorellina. Presto venne l'inverno, iniziò a nevicare e ascoltando la radio Tulo sentì che stava per arrivare una terribile tempesta che sarebbe durata molto. Subito preparò le renne e corse all'unico negozio di kalvala per fare rifornimenti,

trovò il negozio pieno di gente e le provviste stavano per finire, per ciu tornò qualche ora dopo a casa con un sacco farina e tre candele. Lo zio Varno, preoccupato, passò da casa dei ragazzi per chiedere loro di andare a vivere a casa sua, almeno finchè non fosse finita la tempesta, nonostante l'insistenza i ragazzi, sicuri di farcela, rimasera nella loro capanna.


Tulo continuava a pensare alle parole della mamma circa Dio e l'albero che avevano nel prato, Inga diceva al figlio che il Signore ascolta sempre e a tempo dà le risposte e, proprio prima di morire gli disse di occuparsi della sorella, ricordarsi sempre che il suo destino andava al di là di Kalvala, quindi di allargare i propri orizzonti. Dio e l'albero delle stelle lo avrebbero aiutato.


Una Notte Tulo sognò la madre, un aquilone, l'albero delle stelle, un sogno triste e bello allo stesso tempo, come gli disse la sorella Jaana, così l'indomani decise di costruire un acquilone molto grande e si recò in paese con la sorella per comprare tutto il filo che c'era a disposizione, dopo andò vicino all'albero e fece volare il suo acquilone, finchè c'era filo, finchè scomparve fra le nuvole, e continuava a salire sempre di più. A un certo punto i fermò. Sembrava fosse bloccato, allora Tulo iniziò a tirare con forza, il filo ai suoi piedi si accumulava, e lui tirava fino a quando una luce lo accecò, aveva preso una stella. La stella Acabar, che lo guidava da quando era nato e si era lasciata catturare perchè credeva in lui e nelle sue grandi potenzialità e voleva aiutarlo in un momento di difficoltà perchè non si arrendesse. Jaana convinse il fratello che in un momento così difficile per il villaggio, di tormenta, oscurità e freddo, non era giusto che tenessero la stella solo per loro ma bisognava donarla. La stella fu orgogliosa della decisione e si rese disponibile ad essere spostata, bisognava solo decidere dove portarla, in città dove a primo acchitto dissero che spettava ai bambini decidere, successivamente il proprietario dell'unico negozio, il pastore, il maestro, il dottore, volevano tutti per sè la stella ognuno con le sue ragioni. Non riuscendo a trovare altri accordi decisero che ognuno avrebbe tenuto la stella per due settimane, fino al ritorno del sole, quando Tulo l'avrebbe legata all'aquilone e riportata in cielo.

Così si decise di fare, la stella Acabar aveva promesso a Tulo di dettargli Credenda, da scrivere nel suo libro verde e che lui si sarebbe impegnato a diffondere nel mondo, ma vennero così presto a prenderla che dovettero rimandare. Annodarono una corda attorno alla stella e iniziarono a tirerare, ma la stella cadde e si frantumò.

Tulo cadde nella disperazione, mentre i suoi vicini a turno lo andavano a trovare, chiedendogli di prendere un'altra stella e di donarla, ora alla chiesa, ora al negozio, ora all'ospedale, e così via..... Dopo un pò di riflessioni e con l'appoggio dello zio Varno, Tulo decise di ritentare e così presero un'altra stella, Lirra.

Lirra gli spiegò che molte stelle sono persone che hanno fatto qualcosa di importante, e che Acabar non era morta veramente la sua anima era viva a con un pò di anni sarebbe tornata a rispledere, come i genitori di Tulo, e molte altra persone. Stavolta la stella non venne spostata, gli abitanti di kalvala si resero conto di essere stati egoisti a volerla ognuno per sè e decisero di lasciarla sull'albero. Lirra dettò a Tulo la Credenda e lui promise che avrebbe fatto di tutto per farla conoscere.


Quando tornò il sole, si organizzarono per far tornare Lirra in cielo, la legarono all'acquilone e mentre saliva Tulo si legò ad essa e sparì con lei in cielo. Gli abitanti di Kalvala si sentirono in debito nei confronti di Tulo e decisero di far conoscere la sua storia, il maestro prese il libro verde e cercò di farlo pubblicare, ma non ebbe risultati, così per anni il libri rimase nei suoi scaffali ad impolverarsi, finchè la moglie di disse di restituirlo a Jaana, come dono di nozze, il marito di Jaana era in politica per cui si allontanarono da villaggio, ebbero un figlia Inga, che come tutti i bambini portò loro fortuna. Il marito di Inga, andò a lavorare nella delegazione del comitato dell'Assemblea Generale, e un giorno mentre insieme erano in terrazza videro Tulo, fra le stelle le cielo.






lunedì 18 ottobre 2010

Un posto nel mondo di Fabio Volo (Riassunto)


Un posto nel mondo di Fabio Volo


RIASSUNTO


Seduto su una sedia di una sala d'aspetto di una clinica dove la compagna (Francesca) sta per partorire, Michele torna con il pensiero al passato, rivivendo i momenti salienti della sua crescita nella vita.

Ritorna ai lunghi anni trascorsi con l'amico fraterno Federico, le solite uscite, le ragazze, i discorsi tra di loro. Michele aveva perduto la madre da piccolo, il padre si era chiuso nel proprio dolore e la sorella aveva donato la vita a cercare di far stare meno male il padre. Appena aveva avuto la possibilità Michele era andato a viveree da solo, il suo lavoro era quello del giornalista e scriveva articoli commissionati da altri, mentre il suo sogno era sempre stato quello di scrivere un libro, ma quel lavoro gli dava sicurezza. La sicurezza che dà fare sempre le stesse cose, non osare.
Durante uno dei soliti discorsi con l'amico, Federico gli disse che si era stancato di vivere in quel modo, voleva di più, capire chi era veramente e cosa desiderava dalla vita, successivamente decise di partire e girare il mondo: Michele, rimase immerso nella sua routine, sognava di scrivere un libro, ma lasciava che questo fosso un sogno cui rifugiarsi in momenti particolari.

In un bar vide una ragazza che lo colpì moltissimo (Francesca) e fece di tutto per farsi notare, finchè una sera, forse per caso, si conobbero e giorno dopo giorno iniziarono una relazione, dapprima meravigliosa poi per entrambe le partyi qualcosa iniziò a spegnersi. Proprio durante questa fase discendente del rapporto, tornò in Italia Federico, portando con se tante storie da raccontare, voglia di vivere, sicurezza interiore e un progetto con una donna, Sophie, a Capo Verde. I giorni insieme furono belli, Federico conobbe Francesca anche se da lì a poco con Michele si sarebbero lasciati.

una normalissima mattina, michele a lavoro ricevette una telefonata, un incidente stradale aveva ucciso Federico. La tragedia lo fa precipitare in una grande crisi, il dolore assordante gli dà la forza di lasciare il lavoro e partire per Capo Verde, con la scusa di portare a Sophie una collana da parte di Federico.

A Capo Verde riesce lentamente a ritrovare se stesso, aiuta Sophie a realizzare il progetto che aveva insieme a Federico, e le sta vicino quando dopo qualche mese dà alla luce la figlia del suo migliore amico, di cui nessuno, in Italia nè in Francia, città natale di Sophie, sapeva niente.

Quando la piccola aveva qualche mese decisero di andare in Iatalia a farla conoscere ai nonni paterni, e poi Sophie si sarebbe recata in Francia per fare lo stesso con la sua famiglia.

Michele riamse in Italia e scrisse il libro, si riunì a Francesca a la aiutò a realizzare il suo sogno di aprirsi una sua attività, stavolta fra i due il rapporto era destinato a durare e funzionare perchè avevano entrambi ricchezza interiore da portare all'interno della coppia, ognuno portava la propria realizzazione e felicità personale.

martedì 29 giugno 2010

Cappuccetto Rosso (Riassunto)


Cappuccetto Rosso


Rieccomi in aiuto di genitori alle prime armi che vorrebbero raccontare una favola al loro piccolo ma aimè qualche vuoto di memoria........



RIASSUNTO



C'era una volta una bambina che viveva in una bella casetta vicino al bosco, questa bambina indossava sempre una mantellina con il cappuccio di colore rosso, così tutti i vicini la chiamavano Cappuccetto Rosso.

Un giorno la mamma le disse di portare un cestino di focaccine alla nonna che abitava al di là del bosco e le raccomando più volte di stare attenta e non fermarsi a parlare con nessuno, perchè era molto pericoloso. Cappuccetto Rosso usci di casa con il cestino in mano, e cantando e saltellando si inoltrò nel bosco. Dopo qualche minuto di cammino, quando gli alberi diventavano sempre più fitti e la luce faticava a farsi spazio fra i rami, Cappuccetto Rosso vide un ombra, pensava si trattasse di un altro albero, invece era un lupo spaventoso, che interruppe il suo cammino e le chiese dove stava andando, la piccola rispose che andava dalla nonna, e il lupo la incalzò proponendole una gara, la bambina, senza ascoltare le parole della mamma, decise di accettare e si avviarono.

Il lupo scelse la strada più breve e arrivò prima alla casetta della nonna, e facendo la vocina come se fosse la nipotina si fece aprire, entrò e in un sol boccone la mangiò. Poi indossò la sua camicia da notte, la cuffietta, gli occhiali, prese un libro e si infilò sotto le coperte ad aspettare Cappuccetto Rosso. Quando questa arrivò, quardò con meraviglia la sua nonnina, che le sembrava avere le mani grandi, le orecchie grandi e anche la bocca, e fu con la bocca che il lupo facendo un balzo la inghiottì. Fatto il suo buon pasto il lupo doveva tornare nel bosco, ma era talmente pieno che decise di fermarsi a fare un pisolino.

Nel frattempo proprio vicino alla casetta passava un cacciatore che fu attirato dal forte russare del lupo e decise di entrare, appena lo vide dormire sul letto, con il pancione e la bocca aperta, s'immaginò tutto. Subito prese delle forbici e iniziò a tagliare la pancia del lupo, prima uscì Cappuccetto Rosso e dopo la nonna che indispettita per l'accaduto propose di farla pagare al "lupaccio". Fu così che il cacciatore prese delle grosse pietre le infilò dentro la pancia del lupo e la ricucì. Il lupo dormiva così profondamente che non si accorse di nulla, quando, però, al suo risveglio, si alzò per andare a bere un pò d'acqua, con il peso delle pietre, cadde a terra con un gran tonfo.

Il lupo fu così catturato e imparò la lezione, mentre il cacciatore, la nonna e Cappuccetto Rosso festeggiarono e poi la bambina tornò dalla mamma, promettendole di non disubbidire più, anche lei ha imparato la sua lezione: ascoltare quello che dice la mamma!.

lunedì 28 giugno 2010

Bambi (Riassunto)


Bambi

Bambi è una delle favole più amate dai bambini, per chi non avesse a portata di mano un libro o molto tempo a disposizione ecco un piccolo riassunto della vita di questo meraviglioso animale e amico dei più piccoli.


RIASSUNTO


Quando arrivò la primavera, nel bosco fu un giorno davvero speciale, tutti gli animaletti quali lo scoiattolo, la topolina, il coniglietto e gli uccellini andarono a dare il benvenuta a Bambi, il tenero cerbiatto di mamma cerva appena nato.

Era veramente molto carino, si reggeva appena sulle esili zampe, aveva du occhioni grandi e tante macchioline. Passando i giorni Bambi cresceva sempre di più e amava andare alla scoperta della natura con il coniglietto Tippete, con il quale erano diventati molto amici.

Giunse l'inverno a Bambi una mattina ebbe una bellissima sorpresa, si svegliò e si accorse che tutto era ricoperto da un candindo manto di neve, così corse fuori a giocare con i suoi amichetti del bosco. M improvvisamente accadde qualcosa di terribile, si iniziarono a sentire dei colpi, gli animali iniziaro a correre e scappare, Bambi non capiva cosa stesse accadendo ma gli uccellini e gli altri gli gridarono di scappare perchè era iniziata la caccia e dai centri abitati venivano gli uomini a sparare e uccidere gli animali. Anche la mamma di Bambi fu colpita e morì, da quel momento Bambi cadde in un periodo di profonda tristezza, non sapeva cosa fare, voleva solo scappare via da tutto e soprattutto dal dolore che si portava nel suo cuoricino.

Gli animaletti del bosco suoi amici cercavano di stargli vicino ma lui era sempre molto triste, e nonostante il Grande Cervo lo avesse adottato chiedendogli di vivere con lui e gli altri cervi, Bambi preferì rassegnarsi a cavarsela da solo.
Per fortuna per ogni cosa c'è un inizio e una fine e la fine delle lunghe giornate in solitudine di Bam,bi giunse quando conobbe la cerbiatta Occhidolci, i due diventarono inseparabili, finchè s'innamorarono.

Al ritorno della primavera tornò la gioia nei cuori, tutti potevano ricominciare a giocare, mordicchiare erbetta e ammirare la natura che si risvegliava, ma l'aumento delle temperature portò un'altra insidia. Bambi rivide lo stesso scenario della caccia invernale, stavolta invece si trattava del fuoco, un incendio era scoppiato e gli animali doveva fuggire verso il fiume per salvarsi. Stavolta Bambi mostrò di essere coraggioso e incurante del pericolo e caricò sulla sua groppa tutti gli animali più piccoli e li aiutò ad attraversare il fiume e si salvarono tutti.

Questo grande gesto fece si che Bambi fosse eletto capo di tutti gli animali del bosco, dopo non molto lui e Occhidolci si sposarono e vissero a lungo felici e contenti.