mercoledì 23 gennaio 2019

La Time-Line della PNL di Michael Hall, Bob G. Bodenhamer

La Time-Line della PNL

 

“Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice e un futuro degno di essere vissuto.”

 

 Questo libro contiene informazioni che possono aiutarci a capire la nostra vita, visualizzarla e percorrerla in modo positivo e attivo. Basta essere vittime degli eventi, del tempo che trascorrere inesorabile, è giunto il momento di prendere le redini della nostra vita e viverla pienamente per essere soddisfatti e felice e raggiungere gli obiettivi che non abbiamo osato pensare di porci seriamente.

 



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mercoledì 22 giugno 2016

Guida per Diventare un Genitore Consapevole di Shefali Tsabary


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Tempo fa ho partecipato ad un corso di formazione, ad un certo punto il formatore ci chiede se abbiamo figli e a tutti quelli che abbiamo risposto positivamente ci ha incalzato con altre domande: prima di decidere di avere dei figli, vi siete informati? Avete almeno letto qualche libro sull’argomento?
Sono rimasta a bocca aperta, naturalmente non lo avevo fatto, ma mai mi aveva sfiorato l’idea che anche per crescere dei figli bisognasse prima studiare. La nascita di un figlio mi è sempre apparsa come una cosa molto naturale, che da sempre accade per ogni specie vivente, perché mai avrei dovuto leggere un libro prima di procreare?
Il corso in questione non era incentrato sull’argomento, per cui i riferimenti alla genitorialità sono più o meno finiti con quelle domande, successivamente ho riflettuto, cercato su internet e mi sono resa conto che non sempre lasciare che il tutto scorra così “naturalmente” è un bene per noi e per i nostri figli. Ho iniziato ad indagare alcuni miei comportamenti che mi erano sempre apparsi, giusti, dettati dal buon senso di un adulto e mi sono chiesta se dietro ad un rimprovero non ci fosse qualche fantasma del passato. Le mie idee, che tanto difendevo con gli amici erano veramente la via della felicità per i miei figli o erano dettate da qualche credenza inculcatami negli anni precedenti…forse da bambina.
La cosa più semplice sarebbe quella di trovare un testo con le varie risposte alle nostre domande, una specie di vademecum con l’elenco dei giusti comportamenti da tenere per crescere bene i nostri figli e tutto sarebbe fatto. Non è possibile per il semplice fatto che la situazione è molto più complessa, è necessario rendersi consapevoli di come il tipo di rapporto che instauriamo con i nostri figli li influenzi, a volte facciamo delle cose pensando di aiutarli, “ci sacrifichiamo per loro” e non ci rendiamo conto che stiamo solo distruggendo la loro autostima. Tempo fa parlando con una conoscente a cena, fra un pezzo di pizza e un sorso coca-cola, ci si confrontava sull’approccio dei propri figli con il sonno. Lei mi diceva che per dare sicurezza ai propri figli, che di notte spesso avevano paura, si era trasferita in camera loro, aveva inserito un terzo lettino in mezzo a quello dei suoi figli e lei dormiva lì tutte le notti. Rimasi sorpresa, avevo spesso sentito di bambini che dormono nel lettone di mamma e papà ma, di mamme che dormono in cameretta fino a quel momento no. Quella mamma stava veramente facendo il bene dei propri figli trasferendosi nella loro camera?
Forse oltre al corso pre-matrimoniale, al corso pre-parto è necessario un corso “pre-genitori”.

Lo trovi qui 

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mercoledì 15 giugno 2016

Auto-Ipnosi Quantica di Erica Francesca Poli







 
Ipnosi o auto-ipnosi, oggi sono parole molto conosciute, di uso comune, ma forse non tutti siamo veramente in grado di capirne il significato.
Quando sento parlare di ipnosi, la prima immagine che mi viene in mente è il classico lettino del psicologo, forse tracce lasciate nel mio cervello da qualche vecchio film….. Non so se sia una cosa comune ad altri ma, sicuramente, molti pensano che l’ipnosi sia qualcosa che viene indotta da terzi, persone specializzate, in grado di farci cadere in uno stato di semi coscienza nel quale ci aiutano ad attingere a particolari ricordi e risorse che sono nella nostra mente ma, che noi, coscientemente non siamo in grado di utilizzare. Tipico in caso di traumi dovuti a disgrazie, incidenti, maltrattamenti e così via….
Lo studio dell’ipnosi, negli ultimi anni si sta molto allargando e diffondendo, pratiche di ipnosi possono essere usate anche per rilassarsi, meditare, ritrovare un benessere fisico e psichico indipendentemente da fatti eclatanti. Infatti la parte inconscia della nostra mente oltre a fare da archivio permanente per una quantità illimitata di fatti, immagini, eventi.., controlla anche la nostra respirazione, il battito del cuore, e tante altre funzioni vitali come il nostro sistema immunitario. Questo significa che riuscendo a comunicare con questa parte così nascosta, quasi oscura di noi stessi, possiamo riuscire a modificare comportamenti, consuetudini, si può riuscire in una vera e propria “riprogrammazione” di noi stessi.
Quante volte iniziamo diete che poi non continuiamo o ci riproponiamo buone abitudini che poi non riusciamo ad eseguire per lungo tempo, in questo l’ipnosi e ancora di più l’auto-ipnosi ci possono venire incontro. Infatti se con la nostra parte conscia decidiamo di operare un cambiamento ma il nostro sub-inconscio non è coinvolto in questa decisione, sarà molto difficile che il cambiamento vada il porto e soprattutto che sia duraturo nel tempo, poiché incontrerà delle forti resistenze interne. Per cui se vogliamo lavorare su noi stessi dobbiamo partire dal nocciolo e non dalla buccia….
Infinite sono le cose per cui la conoscenza dell’ ipnosi e la pratica delle stessa può essere utile, non per ultima la capacità di sfruttare le forze di autoguarigione fisica e psicologica.
Il tutto è facile a dirsi ma non così tanto al farsi, ecco perché è necessario affidarsi a letture e audio che possano accompagnarci prima nella scoperta dell’ipnosi e poi piano piano nella pratica, bisogna capire e approfondire, riuscendo lentamente a lasciarsi andare. Chiunque può riuscire nell’auto-ipnosi bastano pratica e impegno.

Lo trovi qui


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sabato 13 febbraio 2016

"Il Cervello Felice" di John Arden





Ho vissuto la mia infanzia fra i vicoli della parte antica della mia città, lì sono nata, in una accogliente casetta attaccata a tante altre, tutte simili, collegate da piccole viuzze, a volte praticabili con i mezzi e a volte fatte di scale, con ai lati delle scivole per poter transitare almeno con i motorini.
Sin da piccola mi sono confrontata con le diverse generazioni che, specialmente nelle sere d'estate, si riversavano nella via, chi per chiacchierare, chi per lavorare all'unicinetto o per ricamare, ristorandosi dopo una delle tante giornate afose siciliane. Noi bambini ci dedicavamo agli ultimi giochi della giornata, mai stanchi di stare all'aperto. 
Sembrava quasi un "circolo all'aperto", e di quel circolo ricordo una vecchina vestita sempre di nero, con una gonna lunga fin sotto le ginocchia, che ormai da anni aveva perso il senso della realtà, come qualcuno diceva sorridendo. Viveva con la figlia, una signorina molto a modo che amava il ricamo e che non poteva perderla d'occhio un attimo, in quanto l'anziana signora, se usciva di casa da sola, non ricordava più neanche la strada per tornare e la si vedeva vagare per i vicoli, ignara degli eventuali pericoli cui poteva andare incontro. 
Sembrava una cosa normale, così veniva vissuta dal contesto sociale di allora, e spesso sentivo gli adulti riferirsi a quello stato come a qualcosa di inevitabile, che a tutti con l'età sarebbe accaduto. Man mano il cervello si spegne! 
Più avanti nel tempo, fra le varie vicessitudini di quartiere, e l'arrivo della mia adolescenza, un altro signore colpì la mia attenzione in questo senso. Si trattava di un anziano avvocato, dedito ad attività sportive, amante delle poesie, dei bambini e dei loro giochi. Per lui e per il suo cervello sembrava gli anni non passassero mai, il tempo passava, i bambini di un tempo andavano e venivano con l'auto, mentre c'era chi andava in pensione, o chi si trasferiva, arrivavano nuovi vicini, nascevano bambini e lui sempre molto lucido, andava e tornava dal suo studio legale, chiacchierava con i ragazzi che aveva visto crescere, continuava a regalare caramelle ai bambini che gli ripetevano l'ultima poesia studiata a scuola.
Cosa c'era in quel signore di diverso? 
Forse, semplicemente, aveva un "Cervello Felice"
Senza saperlo stava attivando  i metodi per mantenere attivo il cervello. Tutti noi possiamo farlo, qualsiasi sia la nostra età, non è mai troppo tardi per iniziare a contrastare l'invecchiamento delle connessioni neurali, e il dott. Arden con questo libro ci guida in questo percorso di rinascita. 

Lo trovi qui

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