mercoledì 21 aprile 2010

NOTTURNO VOLGARE di Arthur Rimbaud

NOTTURNO VOLGARE di Arthur Rimbaud


Un soffio apre brecce melodrammatiche negli assiti, scompiglia i sostegni dei tetti corrosi, disperde i limiti dei focolari, eclissa le vetrate.

Lungo la vigna, appoggiandomi col piede a una gronda, sono sceso in questa carrozza la cui epoca e abbastanza chiaramente indicata dai cristalli convessi, dai pannelli rigonfi e dai sofà contorti. Carro funebre del mio sonno, isolato, casa di pastore della mia sciocchezza, il veicolo gira sull'erbetta dello stradone cancellato: e in un guasto del cristallo a destra, là in alto, volteggiavano le smorte. figure lunari, foglie, seni.

- Un verde e un turchino intensissimi invadono l'immagine.

Staccar dei cavalli nei pressi d'una macchia di ghiaia.

- Qui si fischierà per l'uragano, e le Sodome e le Solime, e le bestie feroci e le armate.

(Postiglione e bestie di sogno torneranno sotto i boschi più soffocanti, per immergermi fino agli occhi nella sorgente di seta?).

E mandarci, frustati attraverso le acque ciangottanti e le bevande versate, a rotolare sull'abbaio dei mastini...

- Un soffio disperde i limiti del focolare.

Nessun commento: