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venerdì 1 maggio 2020

La mia prima vela di Elsa Tranchesi






Proseguono le letture da "Iorestoacasa" in attesa di poter andare al mare.
Il libro che ho finito di leggere oggi è dedicato ai bambini, ma devo dire che è piacevole da leggere e dà informazioni semplici ed utili anche per adulti non esperti di vele.
Un manuale indispensabile per futuri piccoli marinai, che avvia verso uno sport sano, che si svolge all'aria aperta, che non necessita vicinanze fra le persone, che aiuta lo sviluppo dell'autonomia.
Prima di tutto si parte con i nomi delle varie parti della barca, la distinzione delle imbarcazioni più diffuse, i nodi indispensabili a bordo...insomma l'abc di questo sport. E poi ci sono i venti, le manovre, l'equipaggio e il suo abbigliamento...e infine le regate. Passare nella squadra agonistica è il sogno di molti ragazzi, esperienze che allenano corpo, mente, anima.
Forza ragazzi pronti a percorrere le vostre prime miglia, in mare o in lago!

martedì 28 aprile 2020

Mitica Grecia di Fabiana Sarcuro






... nel bel mezzo di un temporale, il vento soffia con violenza, la pioggia è battente e all'improvviso il cielo è squarciato da un fulmine!

Oggi, ieri, agli albori della civiltà, sempre abbiamo il bisogno di dare risposte a grandi domande. Tante cose ormai le spieghiamo scientificamente ma è affascinate leggere le risposte che si davano nell'antichità attraverso racconti di divinità, eroi, mostri...

...I regni di Urano e Crono...
...Apollo e Daphne...
...Prometeo e Pandora...
...Il folle volo di Dedalo e Icaro... 
...La follia di Medea...

Diversi miti dell'antica Grecia rielaborati dalle Metamorfosi di Ovidio adatti anche a piccoli lettori.



venerdì 10 aprile 2020

Cucina Siciliana di Rita Guastella





C'è una Sicilia del mito, una Sicilia barocca, una Sicilia della vacanza, dei paesaggi, del mare; e ce n'è un'altra del vivere quotidiano, dei gesti e dei costumi di vita...e c'è la tradizione del far da mangiare!
In questo libro una raccolta di ricette della tradizione Ragusana dai Badduzzi ccô bruoru (palline in brodo) al Pani frittu ccu l'ova (pane fritto con le uova), dalla Trippa sapurita (trippa saporita) e Scacci ccâ ricotta e i favi virdi (focacce ricotta e fave verdi), e poi i Viscotta scaurati, u Turruni, i Cassati e le conserve varie.

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mercoledì 23 gennaio 2019

La Time-Line della PNL di Michael Hall, Bob G. Bodenhamer

La Time-Line della PNL

 

“Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice e un futuro degno di essere vissuto.”

 

 Questo libro contiene informazioni che possono aiutarci a capire la nostra vita, visualizzarla e percorrerla in modo positivo e attivo. Basta essere vittime degli eventi, del tempo che trascorrere inesorabile, è giunto il momento di prendere le redini della nostra vita e viverla pienamente per essere soddisfatti e felice e raggiungere gli obiettivi che non abbiamo osato pensare di porci seriamente.

 



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sabato 13 febbraio 2016

Il Metodo Gabriel - Dimagrisci con la Visualizzazione


http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__metodo-gabriel-dimagrisci-visualizzazione-gabriel.php?idn=2993&idx=623484&idlink=18.php?pn=4873



Fantastico libro che spazza via infinite diete, che spesso non hanno successo o lo hanno solo temporaneo. Non ho grossi problemi di linea ma quei pochi chili che vanno e vengono sono comunque fastidiosi. Per quanto ottime possano essere tante diete, sono comunque una forzatura, un sacrificio a cui ci sottoponiamo e che non possiamo sostenere per tutta la vita. Ed ecco i chili che tornano dopo qualche mese o anno.
Questo libro parla invece di un cambiamento che avviene in noi, grazie al nostro pensiero, ci trasforma dentro, niente diete scritte, controlli periodici o altro, man mano sono il nostro corpo e la nostra mente a guidarci verso un equilibrio, anche nell'alimentazione. Infatti, dobbiamo convincerci che responsabile del sovrappeso non è solo il cibo che diamo al nostro corpo ma anche quello con cui nutriamo la nostra mente, e cioè l'insieme dei pensieri ed delle emozioni.
Sicuramente lo stress è causa di molti problemi, ci fa vivere male e danneggia il nostro spirito e il nostro corpo, che diventa più fragile e maggiormente soggetto malattie di vario genere. Lo stress ingrassa: anche questa è una cosa risaputa. Ma come possiamo allontanarlo dalla nostra vita? 
Vittime del tempo, corriamo come criceti nelle ruote, cambiamo lavoro, orari, distanze,...ma stiamo solo cambiando la ruota. Gli impegni ci stressano, il lavoro, le scadenze, le responsabilità, le scelte continue cui dover far fronte, per non parlare di bollette, rate..... . STOP
Non sempre possiamo cambiare il mondo che ci circonda, modifichiamo il nostro modo di vedere e di approcciarci ad esso. Lavoriamo dall'interno.
Il Metodo Gabriel parla di "visualizzazione" e di metodi di rilassamento, applicare questi metodi significa prima di tutto rilassarsi, ridurre lo stress, riuscire a sentirsi più sereni e al sicuro, imparare a conosce e ascoltare il proprio corpo, migliorare la salute e lo stile di vita. Nel momento in cui si sta bene con se stessi, si riscopre il piacere di muoversi, di mangiare sano, e il peso va via senza particolari sacrifici, in modo naturale.
L'autore del libro ha provato in prima persona tutto ciò di cui stiamo parlando, ha vissuto per anni con i chili in eccesso, e ha fallito diverse di diete, poi ha deciso di utilizzare la visualizzazione ed ecco i risultati. Come lui, tante altre persone testimoniamo il successo di questo metodo.
Al di là del dimagrimento, l'idea che una pratica di 7 - 10 minuti al giorno, che si può fare anche da soli, seguendo il libro, possa trasformare noi stessi in ciò che desideriamo essere è semplicemente Meravigliosa.

Lo trovi qui

 
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lunedì 21 dicembre 2015

L'Arte di Sedurre con Facebook di Marcus80





Ormai molte relazioni nascono Online ed in particolare nei social, ecco un libro per utilizzare al meglio Facebook ed espandere le proprie amicizie.
Indispensabile per uomini e donne.

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martedì 21 febbraio 2012

Intervista allo scrittore Jonathan Franzen

“Così costruisco un bestseller.
E poi lo riscrivo”





Candidato al Nobel, nei suoi romanzi condensa anni di riflessioni. Eppure Jonathan Franzen rimette mano a un successo come Le correzioni. Qui ci racconta perché. Svelando come sia in soggezione di fronte a donne attraenti. E come siano volgari gli antidepressivi di Livia Manera, foto di Andy Ryan
Un pomeriggio con Jonathan Franzen può cominciare bene o male. E questo è cominciato male: Franzen mi aspettava il giorno prima. Ora, a New York ancora più che altrove, una star come il cinquantaduenne autore di quattro romanzi i cui ultimi due, Le correzioni e Libertà (Einaudi), sono stati allo stesso tempo bestseller planetari e successi di critica formidabili; uno scrittore che ha avuto la copertina di Time; che malgrado l’aspetto da studente è già candidato al Nobel, e che per di più, in questo momento, sta affrontando il compito di riscrivere Le correzioni per una serie televisiva prodotta da Scott Rudin, avrebbe potuto dire: mi spiace, lei ha perso la sua occasione. Ma è tipico invece di Jonathan Franzen sforzarsi di correggere la distanza intellettuale e di prestigio sociale che spesso lo separa dal prossimo. Al punto da offrirsi di dire: «È capitato anche a me, una volta», mentre mi prende il cappotto nell’ingresso del suo appartamento.

Davvero? Quando?
Quando ho passato un periodo a Washington per il New Yorker e non mi sono presentato a un appuntamento con il vicepresidente perché avevo staccato tutto - compresi posta elettronica e telefonino - per scrivere il mio pezzo. Quando li ho riattaccati ho trovato almeno una dozzina di telefonate della sua segreteria.
Se sta parlando di Joe Biden come penso, l’ha fatta decisamente più grossa di me. E così, con le carte della nostra intervista sparigliate, ci sediamo al tavolo da pranzo tra la cucina e il salotto, e cominciamo a parlare di come deve essere cambiata la sua vita da quando ha smesso di essere un talentuoso ma frustrato giovane scrittore americano. E nella peggiore delle date possibili – cioè il 12 settembre del 2001 - Le Correzioni è approdato in libreria e ha rubato il cuore al grande pubblico americano, con le sue 600 e più pagine su
una famiglia disfunzionale del Midwest, nemmeno tanto tipica.

Cosa le ha cambiato la vita dopo il successo del suo libro?
Più che la fama, sono i soldi a cambiarti la vita. Non ne avevo mai avuti prima che uscisse Le correzioni, quando
avevo quarantun’anni. E la cosa curiosa è che dal momento che il mio modo di essere era già formato, sarei rimasto un povero per il resto della mia vita, con la differenza che oggi sono un povero con i soldi. Ma una cosa la fama l’ha certamente cambiata. Oggi so che ogni volta che accendo il computer c’è qualcuno che vuole qualcosa da me.

Come cosa?
Qualunque cosa. Persone che vogliono mandarmi libri e manoscritti; che chiedono raccomandazioni, o soldi per associazioni benefiche, o sostegno alle loro cause; apparizioni personali, interviste, o cose come “Possiamo venire a fotografare la sua libreria per un pezzo che stiamo preparando sulle librerie delle persone famose?”. E cos’è tutto questo se non la più abietta venerazione della fama?

Con la sua aria da ragazzo studioso e con i suoi occhiali spessi sembra un timido, ma le sue opinioni non sono
timide affatto.
Quando qualcuno ti ferma in aeroporto e ti dice che gli piacciono i tuoi libri, come fai a non essere contento?
Il rovescio di questa medaglia è che chiunque incontri oggi mi vede in primo luogo come una persona famosa. Per questo mi sono molto cari i rapporti che risalgono a quando ero uno sconosciuto. La fama ti costringe a convivere con la paranoia di chiederti continuamente: a questa persona piaccio perché le piaccio sul serio, perché le piace l’idea che ha di me, o perché il fatto che io le piaccia le è utile?

Allora non è vero che è un timido?
Sì e no. Sono timido al telefono, per esempio: non mi piace parlare con le persone che non conosco. Nemmeno ai party. E certamente sono timido con le donne attraenti: la sicurezza sessuale non era certo una cosa che ti dava una famiglia come la mia.

Lei viene da un sobborgo di St. Louis nel Missouri, padre svedese, madre americana. E nei suoi libri ha quasi sempre esplorato i luoghi e l’ambiente sociale in cui è cresciuto.
Perché cercare altrove, quando puoi concentrarti su ciò che conosci bene?





Perché potrebbe diventare una limitazione (la mia è una domanda provocatoria, ma lui sorride tranquillo perché sa bene che non è vero).
Per risponderle dovrei ricorrere al mio scrittore nordamericano preferito, l’autrice di racconti Alice Munro, quando dice che «non c’è fine alla complessità delle cose nelle cose». E se è questo che ti interessa, allora i contorni del paesaggio che più ti è familiare sono la tua àncora. Le limitazioni di cui ho veramente paura sono altre. Sono abbastanza intelligente? Sono abbastanza sensibile? Ho accumulato abbastanza esperienza, per trovare più cose nelle cose?

E cosa si risponde?
Senta: scrivere un romanzo serio è qualcosa che ti costringe all’umiltà. Sono passato quattro volte per l’esperienza di cominciare un romanzo e di non avere la più pallida idea di come riuscire a scriverlo. E la soluzione è sempre stata di iniettarvi un po’ di avventura. Il senso del rischio è contagioso. Come lettore sono molto stimolato quando sento che uno scrittore sta rischiando, che si sta misurando con qualcosa che potrebbe esporlo alla vergogna, o a far del male a qualcuno.

Mi dice che cosa l’ha spinta allora ad accettare di riscrivere Le correzioni per la televisione, invece di lavorare a qualcosa di nuovo?
Me lo chiedo anch’io. All’inizio dovevo essere solo un consulente alla produzione. Ma la verità è che non vedo un altro scrittore che possa conoscere i miei personaggi come li conosco io, e lavorare ad aggiungere nuove scene.

Aggiungere nuove scene? Perché?
Perché un romanzo consiste nella virtuosa gestione di quello che ne rimane fuori. Nelle Correzioni molte cose le avevo lasciate fuori perché non riuscivo a immaginarle, per esempio. E invece adesso devo ritornarci sopra e farlo. Com’erano veramente questi personaggi? Come sono diventati quello che sono?

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Ce lo vuole dire? In altre parole, come si scrive un romanzo? È diverso da una sceneggiatura?
Il lavoro vero avviene prima della scrittura. Quando poi ci arrivo, quello che butto giù è più o meno la sua forma definitiva. Ciò che conta veramente sono i tre, cinque, sette anni in cui ci penso su e prendo appunti che raramente riguardo, ma che alla fine della giornata mi danno l’idea di avere lavorato. Scrivere sceneggiature è esattamente l’opposto.

Tutto questo lavoro di riflessione fa pensare alla psicoanalisi. È una cosa che fa parte della sua vita?
Preferisco non rispondere. Quello che posso dire è che sono desolato di vivere in una cultura che ha così svalutato
la psicologia. Io mi muovo in un mondo freudiano, che cerca di capire quali siano i veri motivi dietro le cose, e che usa la sensibilità per comprendere in che modo i conflitti interiori diano forma alle persone e ai loro comportamenti. E che tutto questo oggi sia rimpiazzato dalla chimica del cervello, è un fatto di una volgarità inimmaginabile.

Le chiedo scusa, forse era una domanda troppo indiscreta.
No, può chiedermi quello che vuole (si allontana un attimo a prendere un bicchiere d’acqua, ndr). Solo che una delle prime lezioni della fama, per tornare all’inizio della nostra conversazione, è che quando rispondi non pensi che quello che dici sarà stampato. E questo all’inizio mi ha procurato non pochi guai, e di conseguenza rabbia… Ecco: una cosa che è cambiata in questi anni è che non sono più così arrabbiato. So di apparire immodesto se le dico che rileggendo Le correzioni sono rimasto colpito da quanto sia ben scritto. Ma quello che voglio dire è che ho visto una prosa in cui traspaiono rabbia e autodifesa: come se con quelle frasi così curate volessi difendermi, dimostrando di essere stato capace di scriverle.

Quella rabbia ha fatto la sua fortuna. Le ha permesso di iniettare in un romanzo ambizioso la vitalità e l’energia che lo hanno reso popolare.
Forse. Ma quando mi sono chiesto da dove venisse, non ho trovato una riposta. E così la soluzione è stata un altro
libro, Libertà. Con molta meno rabbia, meno paura nell’approccio alla lingua, e tuttavia lo stesso forte legame a tenere
insieme la scrittura e la vita.



Io donna 25 febbraio

venerdì 17 febbraio 2012

Presentazione:La grazia sufficiente e L’abitare l’attesa

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Sabato 25 Febbraio (ore 18)
presso l'Antico Caffè San Marco - via Cesare Battisti, 18 Trieste

presentazione dei volumi:

La grazia sufficiente (Campanotto, 2010) di Giancarlo Micheli
L’abitare l’attesa (La Vita Felice, 2012) di Francesco Macciò

interverranno Gabriella Valera Gruber e gli Autori

con il patrocinio di:
Associazione Poesia e Solidarietà
Casa della Letteratura - Trieste

hanno scritto a proposito de La grazia sufficiente:

Il valore della prosa del Micheli risiede esattamente nella capacità, dispiegata in ogni frase e in ogni periodo, di portare alla luce nuove realtà, dapprima linguistiche ma che si trasformano, poi, in nuove realtà prettamente percettive.
Stefano Busellato
(Erba d’Arno, n.123, inverno 2011)

Romanzo tenace e appassionato, La grazia sufficiente coniuga erudizione e poesia, grazie al suo linguaggio distillato e ben forbito che cerca di supplire alle difficoltà della teologia indimostrabile con la ben più robusta forza espressiva di una liricità intensa e asciutta […].
Giuseppe Panella 
(Zeta – rivista internazionale di poesia e ricerche, anno XXXII, n.3, 2010)

La potenza evocativa di un linguaggio colto ed essenziale, dà luogo ad ambientazioni e personaggi dai cromatismi puri al limite del sovrasensibile, che affiorano da una dimensione spazio-temporale immaginifica […].
Roberta Raggioli
 (La Mosca di Milano, n.23, dicembre 2010)
Tra i passi migliori del romanzo è senz'altro la descrizione della vita familiare di Baruch in Giappone. […] Questo episodio è narrato con toccante lirismo.
Marinella Lazzarini
(Literary, n.3, 2010)
La grazia sufficiente, sotto la veste di romanzo, nasconde in realtà un consistente midollo filosofico e spirituale. […] Questa lingua senza tempo è fatta per raccontare una storia senza tempo: quella dell’anima.
Anna Lisa Somma
 (Bibliotecagiapponese.it, dicembre 2011)

L'incontro e la eventuale compenetrazione di due culture così diverse -- quella europea e quella orientale -- non è mai stata facile impresa per le implicazioni e il pensiero dei rispettivi soggetti. Nel romanzo di Micheli si scopre tuttavia, più che un'adesione formale, una comprensione […].
Luciano Nanni
(Literary, n.4, 2010)

Passato e presente si mescolano e si amalgamano con sapienza. Micheli si rivela una voce interessante e non banale del nostro panorama culturale.
Serena Adesso
(Mangialibri.it, settembre 2011)



venerdì 10 febbraio 2012

ANTICRISI: COLTIVIAMO IL NOSTRO BASILICO

COLTIVARE IL BASILICO

Quanto spendiamo in un anno per comprare il basilico che utilizziamo per le nostre ricette? Dipende sicuramente dal gusto personale, ma cos'è un sugo senza un qualche foglia di basilico, e la pizza? nella margherita due foglioline di basilico ci stanno proprio. 
Un mazzolino di basilico costa da 1,00 euro fino anche a 2,00 euro dipende dalla grandezza del mazzolino ma anche dalla zona in cui si abita, dal periodo dell'anno, dalla richiesta rispetto all'offerta dello stesso, inoltre non sempre si riesce ad utilizzarlo tutto, qualche foglia si rovina e va buttata e se ne deve comprare dell'altro fresco. Qual'è la soluzione? Spendiamo poco per comprare una bustina di semini di basilico, un vasetto e un pò di terra e teniamo nel nostro balconcino qualche piantina di basilico.
ECCO COME FARE:
E' bene far coincidere la semina del basilico con l'arrivo della primavera, una volta messi diversi semini nel terriccio, si deve aver cura di annaffiare ogni tanto per non fare asciugare troppo la terra. Dopo qualche settimana le piantine inizieranno a spuntare, bisogna aspettare che crescano qualche centimetro e poi si può procedere a trapiantarne alcune in modo da lasciarne nel vaso un numero tale per poter crescere e svilupparsi. Con le piantine che togliamo possiamo fare degli alri vasi, o prendere dei bicchieri di plastica e mettervi 3-4 piantine con un pò di terriccio per ognuno per poterli regalare o fate voi se riuscite a ricavarci qualche centesimo potrete recuperare le spese iniziali.
In questo modo il nostro vasetto, innaffiato periodicamente, ci fornirà il basilico necessario per tutta l'estate e parte dell'autunno. Perchè le piantine si sviluppino bene le foglioline vanno raccolte spesso, allora quando ci avanzano possiamo congelarle in modo da averne anche nei mesi invernali quando nel vasetto non ci saranno più foglie. 
Un altro consiglio: le piantine fanno i semini, tagliando i rami con i semini e lasciandoli asciugare messi in un cartoncino ci saremo preparati da soli i semi per la successiva primavera e non spenderemo più neanche i soldi per la bustina di semi.

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giovedì 9 febbraio 2012

Anteprima Io donna: 6 baci in cerca d'autore



6 baci in cerca d’autore
Appassionati, sinceri, falsi, sorprendenti, talvolta freddini. Di sicuro, sono sempre la spina dorsale di una storia d’amore. Di quelle vere e - soprattutto - di quelle fantasticate. Alla vigilia di San Valentino, ecco come una fotografa spagnola e sei scrittori declinano il celebre “apostrofo rosa tra le parole ti amo”. Romanticamente
di Cinzia Tani, Letizia Muratori, Paola Capriolo,
Barbara Alberti, Stenio Solinas, Alessandro D’Avenia,
foto di Marta Soul
La donna dai capelli rossi
di Cinzia Tani

Si erano incontrati e subito perduti. Lo sciopero l’aveva trattenuta nell’aeroporto dodici ore e il giornalista aveva intervistato anche lei per un servizio sui disagi dei viaggiatori. Poi non erano riusciti più a separarsi fino a quando l’altoparlante aveva annunciato il volo della ragazza dai capelli rossi. Andava a lavorare all’estero, non l’avrebbe visto più. Al momento dei saluti impulsivamente lo aveva baciato e una fotografa aveva fermato quell’istante. Nessuno dei due ha dimenticato quel bacio. Lei è tornata lasciandosi alle spalle un matrimonio finito. Lui è caporedattore, ha avuto molte storie senza ritrovare l’intensità di quella giornata all’aeroporto. Entrambi si sono riconosciuti nell’immagine pubblicata dal settimanale per San Valentino. Lei ha rintracciato la fotografa nell’assurda speranza che possa aiutarla a ritrovare l’uomo di cui non ricorda il cognome e l’ha pregata di spedirle una copia della fotografia. Poco dopo è stato lui a telefonare e ha ottenuto l’indirizzo della ragazza dai capelli rossi. Lei è stata avvertita e ora lo aspetta. Lo vede arrivare dalla finestra e si ritrae quando lui alza lo sguardo. Va all’ingresso e rimane immobile. Lui sfiora con la mano il campanello. Forse è uscita... forse non è sola... Meglio andarsene, riflettere, rimandare. Lei sente i passi che si allontanano e lascia la porta che per qualche istante ha assorbito i sospiri di entrambi, i colpi violenti del loro cuore. Poi ricorda lo slancio che dieci anni fa l’ha spinta nelle braccia di quell’uomo appena conosciuto. Spalanca la porta e lo chiama. Lui si volta. Il suo sguardo non è cambiato. Tutto è come allora, possono ricominciare da quel primo bacio.

Cinzia Tani, romana, scrittrice e autrice di numerosi programmi radio e televisivi. Tra i suoi libri: Amori crudeli,
Io sono un’assassina (Mondadori) e Stringimi (Piemme).




L’anima sulle labbra
di Alessandro D’Avenia


«Che progetti hai?» chiese lui. «Sopravvivere» rispose lei. «Beata te» La crisi tarlava tutto. I dialoghi tradivano un certo compiaciuto e finalmente lecito vittimismo, ma anche il cappuccino aveva la schiuma meno soffice, il dentifricio pizzicava troppo come negli anni ’80 e la luce del sole era ridotta ad uno strato lattiginoso sopra muri e tetti screpolati da altri soli un tempo ben più consapevoli.
Lui la baciò. I baci erano rimasti gli stessi. Neppure la crisi era capace di cambiarli. «Perché tra me e te metti sempre i tuoi baci?» chiese lei. «Che vuoi dire?» rispose lui. «Ci scontriamo sempre sulle nostre labbra» «Scontriamo?» «L’anima a me si concentra sulle labbra quando ti bacio e da lì vorrebbe saltare dentro la tua. Ma non la raggiungo mai» «Ci vai vicina?» «Sembra ogni volta che questa cosa sia un passo da noi, ma poi...» Lo baciò di nuovo. Di nuovo alla ricerca. Di nuovo. Adorare: dal lat. ad + os-oris (bocca): portare la bocca a. Tra i popoli antichi chi incontrava qualcuno ne afferrava un lembo della veste con la mano sinistra e baciava la propria destra, indirizzando poi quel bacio all’interessato. Come facciamo noi alle partenze dei treni dietro vetri impossibili da perforare. Per questo lei gli baciava sempre gli occhi. Sugli occhi soggiornava l’anima di lui. Sapeva che era l’unico modo di adorargli l’anima: baciarla. E li baciò ancora, quando lui li chiuse per l’ultima volta. E il bacio rimase sospeso, momentaneamente sospeso. Come il loro amore.

Alessandro D’Avenia, trentaquattro anni, dottore di ricerca in Lettere classiche, insegna Lettere al liceo ed è sceneggiatore.
A fine 2011 è uscito per Mondadori il suo secondo romanzo, Cose che nessuno sa.



Piccolo vocabolario
di Barbara Alberti

A. A me piacciono solo i baci. Il resto si fa perché si usa. (Da una lettera).
B. Baciarsi con la lingua? Mai! - Quando te lo spiegavano la prima volta pareva orribile. Poi, ai fatti…
C. Ci baciavamo dopo la scuola, nei parchi. D’un tratto i carabinieri a cavallo, cacciatori di piccoli amanti. Ci sovrastavano, lassù, fieri d’ aver mortificato due studentelli.
D. Dove vanno li basci dopo morti? – Si chiede un sonetto in romanesco di Marco Fabio Apolloni.
F. Fiabe: nelle fiabe il bacio risveglia dalla morte.
G. Ginnasio: per via dei carabinieri, andavamo a baciarci al cinema. Il film ce lo facevamo raccontare dopo per poterlo ridire a casa, se interrogati.
H. Ha paura del bacio la bella del circo, nel film muto The Unknown, perciò ama l’uomo senza braccia. Ma lui in realtà, nascoste, le ha.
E. E se le fa tagliare per sposarla. Quando torna lei ha vinto la fobia, e si sta baciando col
domatore.
I. Il bacio di Notorius, sterminato, fra Ingrid Bergman e Cary Grant, con la folla radunata attorno ai due amanti, anticipando - con grazia - lo svuotante esibizionismo odierno.
L. Le puttane non baciano. L’intimità vera è quella.
N. Non è pratica universale. La scrittrice Geneviève Makaping, del Camerun: Io ho imparato qui a baciare. Da noi, mai. Una cosa del genere fa schifo.
Q. Quei disgraziati che vanno a baciarsi in tv gridando “ti amo!” - e si lasciano subito dopo. Nell’amore c’è una forza che detta si disperde.
T. Tutto pur di eliminare il partner. Il bacio in chat. Patrimoni di scienza e ingegno per evitare il prossimo. Il brivido, senza l’ingombro della presenza.
Endre Ady: non bacio la femmina, bacio me stesso.

Barbara Alberti è nata in Umbria “tra angeli e diavoli”. Da molti anni tiene una rubrica di posta del cuore sulle testate Rcs.
Ha scritto sceneggiature, romanzi e saggi. L’ultimo è Riprendetevi la faccia (Mondadori).

ARTICOLO SU IO DONNA DEL 11/02/2012





mercoledì 8 febbraio 2012

ANTICRISI: TORTA DI COMPLEANNO

UN COMPLEANNO A PROVA DI CRISI
Sapete quanto ho pagato l'ultima torta comprata in pasticceria per un compleanno? Una torta per max 15 persone 49,90 euro. Veder volare 50,00 euro guadagnati duramente è stato un tantino difficile da mandar giù. (la torta invece è sparita in dieci minuti).
Mi dispiace per i pasticceri ma, visti i tempi di crisi, credo sia giunto il momento di iniziare a prepararci, anche per queste occasioni, le torte in casa. Impiegheremo un pò di tempo in più ma sicuramente risparmieremo denaro.
La sera prima (magari quando i figli sono già a letto o se preferiamo farli partecipare alla preparazione, un pò più presto) prepariamo il Pan di Spagna da condire l'indomani.
Per il Pan di Spagna servono:
250gr. di zucchero, 180gr. di amido, 7 uova, 1 bustina di lievito vanigliato, un pizzico di sale.
Innanzitutto separiamo i tuorli delle uova e montiamo le chiare a neve, aggiungiamo lo zucchero. A parte sbattiamo i tuorli e li aggiungiamo al composto, poi gradatamente mettiamo l'amido amalgamando in modo da evitare che si formino grumi. Un pizzico di sale e da ultimo il livito. Poi versiamo il tutto in uno stampo già imburrato e infarinato e passiamo nel forno caldo.
Controlliamo la cottura con una stecchino lungo, sforniamo e lasciamo riposare per l'indomani.
Il giorno dell'occasione prepariamo una buona crema pasticcera per condire il Pan di Spagna.
Per la crema pasticcera servono:
1 litro di latte, 4 cucchiai di amido, 2 uova, 8 cucchiai di zucchero, scorza di limone grattugiata, vanillina, cacao.
Sciogliamo a freddo l'amido con pochissimo latte, uniamo le uova e montiamo tutto per 15-20 minuti. Versiamo il composto in un pentolino con il resto del latte già messo sul fuoco, aggiungiamo lo zucchero, la scorza di limone, la vanillina. Facciamo cuocere a fuoco lento per un quarto d'ora, mescolando sempre, dopo separiamo metà crema e vi aggiungiamo il cacao. Così faremo due strati alla nostra torta uno al cacao e uno bianco.
Facciamo raffreddare un pò la crema, mescolando ogni tanto e procediamo a tagliare il Pan di Spagna in modo da formare due o più strati a nostro piacimento. 
Scegliamo un liquore dolce da unire a dell'acqua zuccherata per inumidire lo strato di Pan di Spagna prima di condire con la crema. Completati tutti gli strati prepariamo una busta di panna da montare per le rifinizioni. Al supermercato troviamo pure roselline o ostie decorate da utilizzare a nostro gusto e fantasia per rifinire il nostro dolce. Mettiamo in frigo e serviamo dopo il pranzo o la cena.
A conti fatti si risparmia almeno la metà.

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martedì 7 febbraio 2012

ANTICRISI: FACCIAMO LA PASSATA DI POMODORO IN CASA

LA TUA PASSATA DI POMODORO




Uno degli alimenti più utilizzati nella cucina italiana penso sia proprio il pomodoro ed in particolare 'la passata di pomodoro'. Ne esistono di diverse marche, più o meno costose, ma in un periodo come questo in cui il carrello della spesa sta diventando difficile da riempire a causa del costo elevato di ogni tipo di bene e servizio e del bassissimo potere d'acquisto dei vecchi stipendi (per i fortunati che ancora hanno uno stipendio da portare a casa ogni mese), credo sia il caso di iniziare a pensare a come risparmiare, un metodo è sicuramente quello delle conserve fatte in casa, da tenere in cantina o in garage o ovunque si riesca a trovare spazio, in modo da abbassare notevolmente sia il prezzo del singolo bene sia i costi accessori (compreso quello del carburante:meno cosa dobbiamo comprare meno volte dovremo spostarci con l'auto).

COME ORGANIZZARCI:
Per preparare delle conserve di passata di pomodoro il periodo è quello estivo, in estate c'è abbondanza di pomodoro e si può riuscire a comprarne qualche cassetta ad un prezzo molto basso (per chi vive in zone dove ci sono le serre di coltivazione dei pomodori sarà utile sapere che una volta sfruttate abbastanza le piante i proprietari strappano via le piante anche se ci sono ancora pomodori, perchè a quel punto per loro non sarebbe più conveniente raccoglierli, quella può essere una buona occasione per procurarsi dei pomodori anche gratis).
Un'altra cosa necessaria sono bottiglie di vetro in cui conservare il pomodoro, vanno benissimo le bottiglie delle passate prese al supermercato o anche quelle dei succhi di frutta, no invece a bottiglie dove ci siano stati prodotti acidi come potrebbero essere il vino o l'aceto. Queste bottiglie vanno lavate accuratamente e lasciate asciugare molto bene, se possibile si possono mettere dentro un contenitore a testa in giù senza tappo e al sole, in modo che sia calde al momento del riempimento.
Per chi lo gradisce può aggiungere qualche foglia di basilico (anche questo coltivato nel proprio balcone di casa).
PROCEDIAMO:
Lavate bene i pomodori e tagliuzzateli grossolanamente in una pentola, dove di tanto in tanto avrete cura di schiacciarli un pò per aiutare il succo ad uscire. Riempita la pentola mettetela sul fuoco, aggiungete un pò di sale e fate cuocere mescolando per non fare attaccare il pomodoro.
Quando il pomodoro è cotto, va passato con un passaverdure o con una apposita macchina, ma il passaverdure va benissimo. Il pomodoro passato va rimesso a cuocere aggiungendo qualche foglia di basilico e aggiustando di sale, quando la consistenza è quella della passata (comunque si può fare a proprio gusto) si iniziano a riempire le bottiglie un pò calde, sopra il pomodoro si può aggiungere un dito di olio, che proteggerà la nostra passata nel tempo, poi si chiude bene il tappo e si conservano le bottiglie in un contenitore ricoperto di stoffe vecchie in modo da mantere il calore per un pò di tempo.
Dopo un paio di giorni si va a controllare se le bottiglie si sono raffreddate, in questo caso si possono sistemare nella dispensa, dove potranno resistere in ottimo stato anche per più anni. E così non dovrete più caricare cassette piene di bottiglie di passata dal supermercato fino a casa, e la vostra economia familiare vi assicuro nè gioverà.
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lunedì 6 febbraio 2012

ANTICRISI: FACCIAMO IL PANE IN CASA




 IL PANE CHE CONVIENE


A proposito di crisi, quanto costa il pane nella vostra città?
Nella mia città il costo del pane, da qualche mese a questa parte, parte dai 3,00 euro al Kg a salire in base al tipo (pasta dura, tenera, soia, integrale, speciale,......). Sempre nella mia città al supermercato la farina di grano si aggira sui 0,70 euro al Kg ( a volte trovo l'offerta e la prendo anche meno). 
Facendo due conti direi che forse converrebbe farlo in casa, specialmente quando magari non si deve uscire per fare altro e si va ad utilizzare l'auto ( attenzione al prezzo del carburante) solo per questo acquisto. 
VEDIAMO SE CONVIENE
Prendiamo un Kg di farina (0,70 centesimi di euro circa), un pizzico di sale (0,00001 centesimi di euro) e dell'acqua potabile (va bene quella del rubinetto).
Un paio di giorni prima amalgamiamo un pò di farina con dell'acqua, forniamo poi un piccolo panetto tondo, non troppo morbido e lo lasciamo riposare in una tazza con un goccino di olio sopra, questo, una volta inacidito, sarà il nostro lievito naturale, che oltre ad essere economico,  dà un gusto e un profumo particolare al pane e lo rende più digeribile.
Una volta ottenuto il lievito naturale (che fra l'altro può essere conservato in frigo da una settimana a l'altra) procediamo:
se abbiamo la possibilità la sera prima (altrimenti quando facciamo il pane) rinnoviamo il lievito naturale ("cruscenti"), lo impastiamo con la farina l'acqua necessaria e ne rimettiamo un piccolo panetto in una tazza per la prossima volta.
Quindi passiamo alla lavorazione di tutto l'impasto, avendo cura di aggiungere un pizzico di sale (quantità secondo il gusto) direttamente nell'acqua un pò calda da usare per impastare. Lavorare abbastanza la pasta per il pane e procedere successivamente a dare la forma preferita. Per ottenere delle pagnotte basta aggiungere una quantità maggiore di acqua e rendere l'impasto più morbido.
I singoli pezzi lavorati vanno messi a riposo in una tovaglia e coperti per creare una temperatura calda che faciliti la livitazione.
Dando dei colpetti al pane ci si accorge quando è lievito in quanto il suono diventa pieno. Allora è il momento di infornare.
Un'altra ottima caratteristica di questo pane è che dura per giorni senza indurire, per cui, come si faceva una volta, potete farlo anche una volta a settimana. 
Che dite con con 3,00 euro quanto pane possiamo avere?

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mercoledì 9 novembre 2011

Rispetta quello che sei

Un altro video tratto da film del 2006 e basato su una storia vera.
Trovo che spesso lo sport sia molto vicino alla vita vera, un mondo ad essa parallelo, e dalla vita di grandi uomini che ne hanno fatto parte possiamo trarre insegnamenti per crescere e vivere meglio la nostra vita, in qualsiasi modo noi abbiamo deciso di viverla.




domenica 6 novembre 2011

Il sapore della vittoria

Il sapore della vittoria è un film del 2001 narra le vicende (realmente accadute) della squadra di  narra le vicende (realmente accadute) della squadra di football americano del liceo T.C. Williams High School di Alexandria (Virginia).
E' un bellissimo esempio di integrazione, il nuovo coach di pelle nera, riesce con vari espedienti e motivazioni e fare di due gruppi di ragazzi nettamente distinti e separati dalle tenzioni razziali una vera squadra, unita e in grado di vincere il campionato.










martedì 6 settembre 2011

TI AMO COME SEI (tratto da Pensieri sull'amore)

Io prendo te
così come tu sei,
con i tuoi momenti
belli e brutti,
con i tuoi gusti e le tue uscite,
con la tua gentilezza
e la tua ruvidezza,
con la tua intuizione
e la tua ingenuità,
con la tua speranza
e la tua disperazione,
con la tua semplicità
e la tua incertezza,
con la tua fede cristallina
e i tuoi dubbi lancinanti.
Io prendo te così come tu sei,
anche se un giorno
potresti essere
del tutto diverso.



domenica 3 aprile 2011

Papa Giovanni Paolo II - Un uomo, un santo








venerdì 4 marzo 2011

Chiunque può cambiare la propria vita

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       Non ha importanza quel che si è oggi, 
chiunque può cambiare la propria vita.


Una delle cose che più di tutte segna il percorso della vita è l'insieme di abitudini di cui, senza neanche rendersene conto, ognuno è schiavo. Bisogna accettare l'idea che l'uomo adulto è abitudinario e cercare di sfruttare tale caratteristica, apparentemente negativa, per ottenere dei vantaggi, bisogna costruire delle buone abitudini, perchè l'eseguirle in modo automatico coincida con la propria volontà.



L'arma più forte da utilizzare in qualsiasi circostanza è l'amore. Lodare i nemici li renderà amici, lodare gli amici li renderà fratelli. Per quanto nascoste possano essere, ogni uomo ha doti per essere amato, e l'amore che si ha per l'altro risplende negli occhi di chi lo prova aprendogli il cuore del suo interlocutore, e rendendogli tutto più facile. Se anche non vi fosse altra qualità, si può riuscire nella vita con l'amore. Saluta il nuovo giorno con l'amore nel cuore.



I premi della vita si trovano al termine di ogni viaggio, non all'inizio, ecco perchè si deve persistere fino al successo, una goccia di pioggia di per sé non può nulla, ma una serie di gocce persistenti possono spostare una montagna. Ogni fallimento è solo un una possibilità in più che il prossimo tentativo sia un successo.



Ogni uomo è un grande miracolo della natura, non nè esiste un altro uguale

mercoledì 2 febbraio 2011

Crea il tuo sito internet


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Realizzare un sito web, oggi, è diventata un’operazione complessa e articolata, che difficilmente può essere ancora gestita nell’ottica del “fai da te”. WordPress ci viene incontro: grazie ad una piattaforma semplice, potente, flessibile, sempre aggiornata, modulare e altamente personalizzabile, è possibile realizzare e gestire, con relativa semplicità, un sito web completo.

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lunedì 31 gennaio 2011

AUTOSTIMA


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L'autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l'autoapprovazione del proprio valore personale fondato su autopercezioni. La parola auto-stima deriva appunto dal termine "stima", ovvero la valutazione e l'apprezzamento di se stessi e degli altri.

Questo fattore che è dentro di noi non è ereditario, innato o contenuto nel nostro DNA, bensì è qualcosa che la persona si costruisce lungo tutto l'arco della sua esistenza. L'autostima dipende non solo dalla capacità di valutare noi stessi ma anche dalla modalità di rielaorazione che una persona accompagna alle esperienze vissute, ai risultati ottenuti e alle informazioni che possiede. Il nostro senso di autostima varia a seconda dei parametri che prendiamo come riferimento, quindi dei cardini che diamo al nostro vivere; una persona infatti si può definire magra o grassa a seconda del punto di riferimento che prende in considerazione, non in modo astratto e svincolato dal resto. Lo stesso succede per l'autostima che muta in base agli assi cartesiani che fissiamo intorno a noi.

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